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IL CASO - Contro la legge 40 anche il consiglio comunale del capoluogo friulano ha approvato una mozione

Testo: 

17 voti favorevoli, 10 contrari, 14 assenti: questo il bilancio della mozione presentata lo scorso 28 aprile dal consigliere del Comune di Udine Fausto Deganutti (Forza Italia) contro la legge sulla procreazione assistita voluta dalla maggioranza di governo ma votata anche da diversi esponenti cattolici del centro-sinistra.
Le cronache raccontano che al momento della votazione l'intero gruppo di An è uscito dal consiglio ("segno di imbarazzo per una legge proposta dal loro stesso governo?" si è chiesto qualcuno) e ben 12 consiglieri sono letteralmente scomparsi last minute. Dei restanti 27, a favore della mozione hanno votato gli 8 consiglieri del gruppo di Sinistra per il Friuli, il consigliere di Rifondazione Comunista, 4 di Convergenza per Cecotti (tra cui anche il sindaco), 2 di Democrazia e Libertà, il consigliere di Sos Italia e infine lo stesso Deganutti (l'unico della Casa delle Libertà). Dieci invece i voti contrari: 4 di Forza Italia, 2 di Convergenza per Cecotti, 2 della Margherita, 1 di Impegno per la Città (lista civica della CdL) e 1 dell'Udc. Nessun astenuto.
Ad esprimere le motivazioni del voto compatto della Sinistra per il Friuli a favore della mozione e a sostegno della campagna di raccolta firme è stato il consigliere Enrico Pizza: "Questa sera - ha detto Pizza all'assemblea - ho sentito troppe volte parlare di questione "di coscienza" per giustificare il voto contrario alla mozione. Ma perché si ricorre alla fecondazione assistita? È questa una moda, un lusso per pochi o piuttosto una cura per venire incontro al desiderio di avere figli? E allora, se lo Stato norma in materia di salute, non ci si dovrebbe riferire alle "questioni di coscienza", ma al "diritto alla salute", garantito dalla nostra Costituzione".
Pizza ha poi attaccato lo Stato che "impone la sua morale a chi è più debole", "uno stato permissivo con chi è ricco, perché la legge non proibisce di andare all'estero per sottoporsi alle terapie, ma si impone solo su chi è povero e questi viaggi della speranza non può permetterseli". Il consigliere ha poi ricordato "che il tetto dei tre embrioni stabilito dalla legge costringerà le donne a più prove perché la fecondazione abbia successo. E ogni tentativo di fecondazione assistita comporta dei cicli ormonali che sottopongono l'organismo delle donne a un vero e proprio bombardamento di farmaci, con un aumento dei costi per il sistema sanitario e soprattutto dei danni alla salute". "Questa legge - ha concluso Pizza - voleva far uscire dal Far West la questione e invece l'ha fatta impantanare nel moralismo".

Data: 
Venerdì, 4 June, 2004
Autore: 
Fonte: 
IL NUOVO FVG
Stampa e regime: 
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