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Cecotti: le Province sono enti inutili

Testo: 

«Il programma di Id prevedeva di finanziare in modo diverso i Comuni»
«C'è anche un partito trasversale per abolirle ed è guidato da Tonutti»
NUOVO ATTACCO DEL SINDACO
Intervento del primo cittadino a Pordenone per sostenere Mario Puiatti «Il vero rischio è che una Regione assente deleghi allo Stato di riformarla»
di STEFANO POLZOT

PORDENONE. Il sindaco di Udine, Sergio Cecotti, ha scelto Pordenone per sferrare l'ennesimo attacco contro una maggioranza regionale che, a suo avviso, ha perso la spinta riformatrice. Una battaglia che si trasferirà in consiglio regionale su un tema forte qual è quello dell'eliminazione dell'attuale configurazione delle Province. Enti inutili, secondo Cecotti, che producono più danni che benefici, tant'è che esiste già un movimento trasversale di consiglieri regionali, con a capo l'esponente della Margherita, Giancarlo Tonutti, che vuole mettere mano all'architettura delle autonomie in sede di modifica dello statuto.
L'occasione dell'affondo è stata colta da Cecotti all'incontro di sostegno alla candidatura a presidente della Provincia di Pordenone di Mario Puiatti, il quale corre sotto il simbolo di "Convergenza". La premessa del primo cittadino udinese è di metodo: «La nostra non totale adesione a quello che sta facendo Illy è che, rispetto ai temi della modernizzazione, una volta entrati nel salone dei bottoni sono emersi gli interessi corporativi e di bottega. Nel frattempo, però, i nodi sono andati a maturazione, in particolare la crisi del welfare, che impone di ripensare le sue basi». Secondo Cecotti «il sistema economico vuole che l'architettura della Regione assuma una conformazione più razionale ed efficiente».
Un'aspettativa delusa su molti versanti: «Il programma di Intesa democratica prevedeva di finanziare in maniera diversa i Comuni, un progetto che non si è ancora visto; il testo di legge volto alla revisione delle autonomie, proposto dalla giunta, è tutto tranne che una riforma». Il rischio è che «una Regione assente deleghi allo Stato, magari governato da Prodi, il compito di riformarla». Nella traduzione pratica, «con il nuovo statuto si copia l'articolazione statale delle autonomie, utilizzando la specialità come elemento regressivo. In questo modo non solo non si fanno le riforme, ma le si esorcizzano, pur in presenza di una regione che ha elementi di debolezza strutturale».
In questo quadro le Province vanno completamente ripensate: «Se le autonomie provinciali - ha arringato Cecotti - sono un fatto importante, l'ente intermedio è una macchina sovradimensionata rispetto alle funzioni. Al tempo stesso, ponendosi come filtro tra la Regione e i Comuni, in realtà provoca un cortocircuito dei processi, anziché favorirli». Per questo tali istituzioni «devono diventare degli strumenti dei Comuni, in grado di fare semplicemente coordinamento e sintesi». Quello di Convergenza non sarà un fuoco di paglia elettorale: «Il dibattito emergerà in autunno - ha assicurato il sindaco - perché esiste già un intergruppo trasversale in consiglio regionale, guidato da Giancarlo Tonutti, che pensa alle stesse cose».
Una battaglia che deve fare i conti con l'inerzia della struttura attuale: «Non c'è nulla di più resistente all'eliminazione - ha teorizzato Cecotti - delle cose che non servono a niente. Un fenomeno che si interseca con la volontà di non innovare». Inutile pensare ad affidare nuove competenze alle attuali Province: «Tutte le leggi di trasferimento di funzioni sono fallite, provocando ritardi e danni. La giunta Tondo, ad esempio, ha assegnato gli uffici del lavoro agli enti intermedi e per un anno e mezzo non hanno funzionato, con dibattiti infiniti sulla bollatura delle lettere. Assegnare compiti e risorse non basta, bisogna che dall'altra parte ci sia una competenza amministrativa che non esiste». Con l'effetto che «gli attuali presidenti si riempiono di medaglie per dimostrare la loro esistenza. La Provincia di Udine diventa la contea di Strassoldo e quella di Pordenone la condotta di De Anna».

Data: 
Sabato, 5 June, 2004
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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