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Fecondazione assistita, raccolta di firme

Testo: 

Da domani a Pordenone si potrà aderire all'iniziativa dei radicali.
Iniziativa referendaria per l'abrogazione della legge vigente. Banchetti allestiti in piazzetta Cavour

Una firma a favore della fecondazione assistita e alla libertà di ricerca scientifica potrà essere apposta a partire da domani, dalle 9 alle 13, in piazzetta Cavour, quando i radicali italiani e l'Associazione Luca Coscioni saranno a disposizione per dare tutte le informazioni sull'abrogazione della legge 40 del 2004 sulle "norme in materia di procreazione medicalmente assistita".
«La nostra è una battaglia sui diritti civili - ha indicato il rappresentante provinciale dei radicali Stefano Santarossa - affinché venga lasciata la libertà di scelta e di cura, perché non venga limitato il diritto alla salute. Per la prima volta, infatti, una legge stabilisce l'equivalenza tra un ovulo fecondato e una persona».
Ma vediamo in sintesi le motivazione del referendum abrogativo che richiede il raggiungimento di 500 mila firme. Secondo i radicali, la legge che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali annulla di fatto la speranza di cura per 10 milioni di malati italiani. Infatti, la legge recentemente approvata vieterebbe la ricerca anche sugli embrioni soprannumerari e la clonazione terapeutica. Queste ricerche, secondo molti scienziati, potrebbero presto curare malattie diffuse come l'infarto, il diabete, l'Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi.
Paola Scaramuzza ha fatto notare come, «limitando a tre il numero degli ovociti da fecondare, la legge diminuisce le probabilità di successo della fecondazione, costringendo la donna a ripetuti interventi che possono mettere in pericolo la sua salute fisica e psichica». Moltissime coppie, inoltre, sarebbero interessate a un altro punto della legge, quello che vieta l'accesso alle tecniche di procreazione assistita ai portatori di malattie genetiche ma non sterili. I radicali sostengono che la legge obblighi la donna a far nascere un bambino malato o a interrompere la gravidanza nel caso di trasmissione di malattie genetiche, dato che è vietata la diagnosi preimpianto; inoltre, impedisce di avere un figlio quando un membro della coppia è sterile, visto che non è possibile la fecondazione eterologa, cioè con l'utilizzo di seme o di ovociti provenienti da donatori esterni.
In città, l'iniziativa referendaria è sostenuta da alcuni esponenti di Forza Italia e dal Nuovo Psi. «Nonostante il nostro incontro di ieri - ha affermato Santarossa - fosse aperto a tutti i partiti, in modo da poter aprire un dibattito, non ho visto nessun esponente del centro-sinistra». «La Chiesa - ha chiarito De Carli - vuole interferire con le norme, ma, se queste sono, appunto, "liberali" devono lasciare la libertà di scelta. Quando una coppia decide di fare un passo importante come quello di optare per la fecondazione eterologa, si rafforza ancora di più il legame familiare». «E' un problema - ha spiegato Fernando Padelletti - che investe in pieno la nostra regione, che ha il più alto tasso di sterilità. Inoltre, l'alternativa per chi desidera avere figli sarebbe la strada, ancora molto difficile, dell'adozione». I radicali hanno poi ribadito che, se non verrà al più presto bloccata la legge, si favoriranno i viaggi delle coppie verso la vicina Nova Gorica, dove la procreazione è consentita senza le misure restrittive italiane.
Sara Carnelos

Data: 
Venerdì, 16 April, 2004
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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