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Le ragioni del sacrificio di Pannella

Testo: 

In una settimana in cui la maggior parte degli italiani si apprestava a celebrare la Pasqua di Resurrezione, Marco Pannella con lo sciopero della sete ha offerto il proprio corpo come testimonianza di lotta nonviolenta per informare gli italiani che questo è un paese che vive nell'illegalità, si nutre inconsciamente, distrattamente, del mancato rispetto della lettera scritta della nostra Costituzione.
Oggi, come ieri, la dottrina viene calpestata. Con il simbolo del corpo assetato, della drammaticità del volto scavato, Pannella vuol ristabilire legalità, esercizio quindi, come già accaduto in passato, sostegno e diffusione all'esistenza dell'art. 87 della Costituzione che letteralmente scandisce che: "La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta".
Su questo si sono pronunciati sommi giuristi, scienziati del diritto costituzionale, ex presidenti della Consulta come Casavola, Giuliano Amato, Lorenzo Chieffi, Giuliano Vassalli, Marcello Gallo, Michele Ainis, Giusepe Contini, Giuliano Amato e tanti altri. La grazia non è mai stata nella disponibilità di un governo, non è mai stata riconducibile al potere di indirizzo politico di un governo. Al ministro è assegnato soltanto il compito dell'istruzione del provvedimento.
Il potere d'interdizione del ministro è un'anomalia, un'avventatezza che coinvolge un ministro spogliato dal potere di grazia, poichè oggi non è più ministro di Grazia e giustizia, ma solo di giustizia.
Non è possibile che il Ministro della giustizia possa esercitare, come fino ad oggi accaduto, un potere interdittivo fino ad investire il capo dello Stato dell'esercizio del potere di grazia, solo se sta bene a lui né che possa controfirmare solo se il capo dello Stato è d'accordo con lui. Non è possibile perchè il ministro della giustizia non è il destinatario di alcun potere in questa materia. E' inaccettabile che chi non ha il potere sia l'unico ad esercitarlo e chi ha il potere - come sostiene Pannella ed è questa la ragione dello sciopero della sete - non possa esercitarlo se non quando lo vuole il ministro della giustizia. Perciò la libertà per Sofri è il pretesto per sostenere la legalità, la convivenza secondo Diritto per ciascuno di noi, la necessità che la nostra Costituzione venga "liberata" da decenni di prassi contrarie alla lettera della legge stessa.

Gianfranco Leonarduzzi
Radicali Italiani Fvg

Data: 
Mercoledì, 14 April, 2004
Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Lettere
Stampa e regime: 
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