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Forza Italia "bacchetta" Lega e Udc

Testo: 

Il congresso ha definito incomprensibile la rottura dell'alleanza provinciale
L'attacco di De Anna: «Sono degli ingrati, con loro siamo sempre stati leali»
di STEFANO POLZOT

L'orgoglio di Forza Italia prende corpo, all'assemblea provinciale di ieri, attraverso le parole del presidente della Provincia, Elio De Anna, che ha avviato ufficialmente la sua campagna elettorale. "Insieme si può", questo lo slogan coniato per i prossimi mesi, con An e anche senza Lega nord e Udc, decisi a correre da soli, contro i quali monta la protesta dei forzisti.
De Anna ha interpretato il sentiment dei convenuti a Villa Policreti, in quel di Aviano, rivendicando la leadership, da parte di Forza Italia, della coalizione. «Dobbiamo riprendercela - ha tuonato - e gli alleati lo devono capire». Patto di ferro con Alleanza nazionale, parole dure nei confronti di Lega nord e Udc. «Con loro - ha ricordato il presidente - siamo sempre stati leati e quando erano in difficoltà abbiano fornito loro anche la flebo. Oggi ci dicono che vogliono correre da soli al primo turno, una scelta difficile da capire». Per De Anna «è incomprensibile» il comportamento dell'Udc di Luciano e Mattia Callegaro, «se non leggendolo con dinamiche familiari».
Altrettanta ingratitudine da parte della Lega nord. «Dopo le elezioni del '99 - ha ricordato - ho preso in giunta il mio avversario diretto, Corrado Della Mattia, e l'ho fatto vice presidente. Poi lo hanno espulso e ho fatto entrare nell'esecutivo Nicola Zille, il quale, per la vicenda delle incompatibilità, ha preferito lasciare la Provincia e non il Comune come ha fatto invece Della Mattia. A questo punto penso che anche tra di loro prevalgano le dinamiche personali, più che quelle di partito. Noi possiamo vincere al primo turno - ha continuato De Anna - e lo vogliamo fare con chi ci sta. Lega e Udc ci chiedono di comprenderli. Ma Forza Italia è stata indulgente fin troppo. Dal '93 al 2001 abbiamo lealmente votato i parlamentari di Alleanza nazionale, Lega nord e Udc, non quelli che dovevano spettare a noi. Oggi questi ultimi due partiti ci chiedono di comprendere, ma non capisco proprio cosa dobbiamo capire».
Applausi dagli iscritti, che hanno votato un documento, proposto da Isidoro Gottardo, che rinvia al vertice del 5 aprile della Casa delle libertà in regione ogni decisione, valutando la possibilità di accordo anche con altre forze e movimenti programmaticamente compatibili, come ha proposto il radicale Stefano Santarossa. Ma il malumore, tra i forzisti, serpeggia, tant'è che più di qualcuno lancia un ultimatum a Udc e Lega: se non partecipano all'alleanza al primo turno, non ci saranno accordi in sede di ballottaggio.
Più cauto è stato il commissario Renato Brunetta, il quale, nel suo discorso, ha richiamato all'unità della Casa delle libertà. Un discorso che è parso un congedo, quando ha affidato il partito al triumvirato composto da Isidoro Gottardo, Antonio Pedicini e Franco Dal Mas, assicurando dopo il voto il congresso per l'elezione della nuova classe dirigente e ringraziando Matteo Rizzato per la collaborazione prestata da vice.
De Anna da parte sua ha anche arringato il suo diretto avversario, Sergio Zaia, espressione del centro-sinistra: «Non ho il vizio della denigrazione politica del mio avversario e nel corso della campagna elettorale dimostrerò quanto siamo riusciti a fare in questi anni, grazie a una squadra forte, formata anche da assessori di Forza Italia che hanno dimostrato di essere uomini con i c...».
Negli interventi è stato Angelo Bomben, già presidente dell'Unione artigiani, ad ammonire il partito: «Il centro-sinistra si presenta unito, mentre noi siamo sfilacciati e questo può provocare danni». Un monito che Antonio Pedicini ha voluto esorcizzare, esordendo, davanti alla sala sbigottita, con «m..., m..., m...», ricordando le parole di Cambronne.
Approvati anche gli ordini del giorno sul nuovo statuto regionale e sulla sanità, quest'ultimo illustrato da Dal Mas, il quale, riferendosi ad Agrusti, lo ha accusato «di inseguire il luogo comune della provincia dimenticata, chiamando la sua lista Rinascita pordenonese».

Data: 
Lunedì, 29 March, 2004
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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