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L'interessato replica. «Andrò avanti per la mia strada»

Testo: 

«L'inquisitore Tomàs de Torquemada usava metodi più democratici per discutere un problema che non è di partito, ma di coscienza e che dovrebbe indurre al confronto, non certo a chiedere "la testa" di qualcuno». E' questa la reazione di Fausto Deganutti alle critiche mosse dai colleghi di partito alla sua iniziativa referendaria finalizzata all'abrogazione della nuova legge sulla fecondazione assistita.
«Il fatto stesso che il ministro Prestigiacomo abbia detto che questa legge va rivista in alcuni punti, significa che c'è lavoro da fare. Se però vogliamo continuare a nasconderci dietro una forma di bigottismo ante litteram, bhè...allora hanno ragione loro. Ma io credo che il mondo debba andare avanti, non indietro. E mi meraviglia che uomini di scienza che hanno firmato quel documento e che io stimo molto (il riferimento è a Collini, ndr) abbiano questo atteggiamento. In ogni caso, pur essendo su posizioni del tutto diverse rispetto ad alcuni loro convincimenti, non mi sono mai permesso di mettere il becco su certe loro candidature. Quindi - conclude -, visto che il nostro partito è pluralista e democratico, credo che dovrebbero avere solamente la buona educazione di confrontare le loro idee con le mie e di non chiedere la testa delle persone. Per quanto mi riguarda, comunque, andrò avanti per la mia strada, perchè sono convinto di essere nel giusto e quindi nessuna battaglia mi spaventa».

Data: 
Lunedì, 22 March, 2004
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Udine
Stampa e regime: 
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