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Corridoio 5, il Nord Italia si appella all'Ue

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A Bruxelles convegno sulle reti transeuropee di trasporto. Paoletti: «Il Porto di Trieste avrà un'opportunità: non sprechiamola»
L'assessore Sonego: «Necessario un intervento comunitario su Lubiana»

BRUXELLES Sette regioni del Nord Italia unite al capezzale delle agognate reti transeuropee di trasporto, le Ten, che dal lontano accordo di Essen dovrebbero garantire facilità di scambi e libertà di circolazione di persone e merci in Europa. Il malato, che si può identificare con una proposta della Commissione europea per la realizzazione di 29 corridoi di collegamento, ha bisogno di cure urgenti: rischia di cadere in uno stato di malattia cronica. Come ha chiarito ieri al Parlamento europeo ai rappresentanti delle Regioni del nord Italia l'onorevole Paolo Costa nel corso di un seminario «ad hoc», il progetto dovrà passare entro marzo. Lo spettro delle elezioni del Parlamento europeo incombe sui tempi necessari per arrivare all'approvazione e quindi alla realizzazione dei corridoi. Se dopo la seduta di oggi gli europarlamentari non sapranno trovare un accordo da concordare con il Consiglio e approvare in plenaria nel giro di un mese, si dovrà ricominciare daccapo. Costa si è comunque detto ottimista sul buon esito dell'operazione.
I rappresentanti regionali da parte loro si sono uniti per chiedere a Consiglio e Parlamento europeo di compiere «uno sforzo specifico per coordinare e sostenere finanziariamente la realizzazione delle tratte ferroviarie Lione - Torino - Milano - Venezia - Trieste - Capodistria, Corridoio 5, Genova - Milano - Basilea e la Verona-Brennero. È stata avanzata anche la proposta di inserire i porti della Liguria, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia nel sistema delle cosidette «autostrade del mare».
Unanime il sostegno da parte degli enti regionali alla proposta della Commissione di aumentare al 30% i contributi comunitari per i collegamenti trasfrontalieri, normalmente i più penalizzati nella realizzazione. Pieno accordo e accorata preghiera verso le istituzioni comunitarie perchè sotto l'«ombrello» Ten possano essere considerate anche opere di collegamento a latere, essenziali come effetto volano. Franco Migliorini, del Veneto, ha chiarito come la sua regione sia fortemente interessata ai collegamenti con l'area danubiana, con quella balcanica e più oltre attraverso il corridoio plurimodale Venezia - Trieste - Lubiana - Budapest, dando al Corridoio l'opportunità di un'integrazione economica trasnazionale con i Paesi orientali. Le regioni del Nord Italia sostengono la necessità di ricorrere a contratti tripartiti tra Ue, Stati e poteri locali per una migliore realizzazione delle opere. Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio di Trieste, ha sottolineato la necessità di utilizzare quelle che lui chiama «le vie dell'acqua», cioè il trasporto fluviale. Su Trieste tra pochi anni potrebbe confluire, essendo l'unico porto con un fondale di 18 metri, gran parte del commercio in provenienza dalla Cina e dai vari Paesi del mediterraneo che con il 2010 si affacceranno all'area di libero scambio. «Ma allo stato attuale delle cose la città non è pronta ad assumere questo ruolo, vista la carenza di collegamenti. Il Corridoio 5 trova un ostacolo enorme - ha detto Paoletti - nella Slovenia. Per questo il Fvg sollecita un intervento specifico da parte delle istituzioni comunitarie».
«La Sloveni non può da solo assumersi l'impegno finanziario per le infrastrutture»: l'assessore ai Trasporti del Fvg Lodovico Sonego, illustrando questa situazione, ha anche chiarito che non solo il piano nazionale delle strutture ferroviarie slovene non prevede il Corridoio 5, ma addirittura lo esclude. Ecco perchè diventa indispensabile un coinvolgimento di Bruxelles per sbloccare la situazione.
Laura Forzinetti

Data: 
Martedì, 17 February, 2004
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Regione
Stampa e regime: 
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