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Referendum dei Radicali firme, veleni e speranze

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Santarossa contesta l’ostracismo del Pd e il silenzio di Serracchiani: le ho scritto «Puntiamo a quota 20 mila». Intanto li sottoscrivono Gottardo e Romoli (Pdl)

UDINE I radicali friulani corrono verso quota venti mila firme in regione per i dodici referendum presentati in primavera a livello nazionale e si scagliano contro il Partito Democratico reo, secondo il presidente Stefano Santarossa, di totale chiusura e ostracismo nei confronti del movimento di Marco Pannella. A differenza di quanto fatto dai gruppi consiliari di Forza Italia e Pdl tanto da portare il coordinatore regionale Isidoro Gottardo – seguito ieri dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli –, a sottoscrivere personalmente a Sacile, giovedì, sia i quesiti referendari sulla giustizia giusta sia quelli sui diritti umani.
Rush finale
Il termine fissato per la consegna alla Corte di Cassazione delle almeno 500 mila firme necessarie per mandare al voto la popolazione italiana nella primavera del prossimo anno è fissato a fine settembre. E nel corso degli ultimi tre mesi l’associazione dei Radicali friulani si è mossa anche a livello regionale per raggiungere il numero più alto possibile tra sottoscrizioni effettuate direttamente nei comuni, banchetti e iniziative dei singoli. Con l’obiettivo di toccare quota venti mila firme. «I dati in nostro possesso sono buoni – ha detto Santarossa –: a Trieste città sono stati 2 mila 500 i cittadini che hanno sottoscritto i quesiti, Pordenone si piazza attorno ai 1.700 e tra Udine e Gorizia siamo a diverse centinaia. Non è facile effettuare una proiezione realistica, perché dobbiamo sempre tenere in considerazione l’oggettiva difficoltà di andare poi a reperire tutti i certificati elettorali nei diversi Comuni di residenza delle persone, ma un totale di 20 mila firme ci lascerebbe soddisfatti. Nella giornata di domani (oggi, ndr) si concluderà la raccolta all’interno degli edifici comunali, ma abbiamo predisposto una serie di banchetti, nei quattro capoluoghi provinciali, per permettere di continuare a sottoscrivere i quesiti. Lunedì, poi, i cittadini, grazie all’accordo stretto con l’Unione delle Camere Penali, potranno continuare a firmare all’esterno dei tribunali».
Pd assente
Una corsa contro il tempo, dunque, che per Santarossa sarebbe stata molto più agevole, anche a livello locale, senza la chiusura totale da parte del Partito democratico. «Negli ambienti di centro-sinistra – ha attaccato – abbiamo trovato un ostracismo totale nei nostri confronti. Mi dispiace moltissimo perché, in campagna elettorale, avevo appoggiato con convinzione la candidatura di Debora Serracchiani, a cui ho anche indirizzato una lettera senza ricevere alcuna risposta. La cosa che più mi colpisce è che sei dei dodici quesiti referendari riguardano quella sfera di diritti umani su cui il Pd dovrebbe essere particolarmente sensibile. E invece, ancora una volta, emerge quell’aspetto del partito che, specialmente nell’area dell’ex Pci, non vede di buon occhio, e anzi combatte, ogni tentativo o forma di democrazia diretta. Ma così facendo l’unico risultato che si ottiene è quello di lasciare campo libero al centro-destra sui temi dei referendum e dobbiamo riconoscere ai consiglieri regionali del Pdl e di Forza Italia di averci dato un aiuto importante con la loro opera e la loro presenza». E dopo Silvio Berlusconi a livello nazionale, ci hanno pensato il coordinatore regionale del Popolo della Libertà, Isidoro Gottardo, ad appoggiare concretamente i radicali siglando i moduli per tutti e dodici i quesiti; seguito a Gorizia dal primo cittadino, Ettori Romoli. Mattia Pertoldi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Data: 
Sabato, 14 September, 2013
Autore: 
Mattia Pertoldi
Fonte: 
Messaggero Veneto - Regione
Stampa e regime: 
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