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Malore mortale in cella a 29 anni. Il giorno della verità

Data: 
Lunedì, 10 August, 2015
Testo: 

Oggi l’autopsia, coi periti della famiglia, su Stefano Borriello
Al vaglio l’eventuale presenza di ecchimosi sul corpo

E’ il giorno della verità nel caso Stefano Borriello, il ventinovenne di Portogruaro deceduto nella serata di venerdì scorso in ospedale dopo un arresto cardiaco in carcere, dove era detenuto. A eseguire l’esame, stamane, sarà l’anatomopatologo Renzo Fiorentino. Subito dopo il giuramento, cominceranno le operazioni peritali, alle quali parteciperà anche il dottor Vincenzo De Leo, l’esperto della famiglia che ha incaricato l’avvocato Daniela Lizzi di Latisana di seguire il caso. L’autopsia odierna intende verificare l’eventuale presenza, sul corpo di Borriello, di ecchimosi nella parte superiore del tronco. La famiglia, infatti, ha chiesto al proprio legale che venga eseguito ogni passo necessario a far sì che venga scoperta la verità sulla morte del ventinovenne veneto. Il direttore del carcere Alberto Quagliotto, in attesa a sua volta dell’esito degli accertamenti odierni, ha formulato le proprie condoglianze alla madre del detenuto, dichiarando che non gli risultavano situazioni di particolare disagio vissute dal giovane durante il suo periodo detentivo. Stefano Borriello era in custodia cautelare per rapina aggravata ai danni di un pensionato, che era andato ad acquistare farmaci e stava tornando a casa. Negli ultimi tempi il giovane aveva dichiarato agli amici di voler riscattare non solo i suoi debiti con la società, ma anche una vita difficile, segnata dalla perdita gravissima del padre. Il giovane, nato a Portogruaro all'ospedale di via Piemonte e cresciuto nel rione di San Nicolò, viveva in via Vespucci. Stefano, all'epoca 15enne, stava frequentando l'istituto di ragioneria Luzzatto. Dalla morte del genitore, all’esito di un male inesorabile, la sua vita cambiò per sempre. Per dimenticare quei dispiaceri il giovane fece ricorso alla droga. Il suo viaggio nel mondo degli stupefacenti e il conseguente bisogno di denaro lo ha portato a compiere furti e rapine. La madre è una delle direttrici dei McDonald’s presenti nel Portogruarese. Ieri diversi ragazzi portogruaresi, in particolare coetanei, hanno dimenticato i problemi che Borriello ha dovuto affrontare. Nessun giudizio, tanta pietà. Una compagna di classe ha voluto ricordarlo con un dolce pensiero: «Ste, chi ti ha conosciuto negli ultimi anni,o ha sentito parlare di te,ti ha tanto giudicato senza conoscerti realmente.. hai lasciato senza parole le persone con cui hai invece condiviso momenti di vita, fin da bambini, e che ti hanno voluto bene,sempre e comunque. Resta solo da sperare che tu ora abbia trovato la tranquillità e serenità..ciao Ste!».
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Fonte: 
Messaggero Veneto - Pordenone
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