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Bordin Line del 23 ottobre 2013

Testo: 

Sono un lettore attento dei comunicati del Movimento cinque stelle e in particolare di quelli di Beppe Grillo. Non lo dico per vantarmi, mi pagano anche per questo. Da un po’ di tempo avevo fatto caso che al termine dei proclami era sempre inserito uno slogan, un motto per incitare alla mobilitazione. Tecnica antica, un po’ retrò, se si vuole, ma che funziona sempre. “Al lavoro e alla lotta!”, si concludevano così i comizi del vecchio Pci e come lo diceva Occhetto, nessun altro. Oppure “Hasta la victoria siempre!” in calce al pamphlet di Che Guevara “Creare due, tre, molti Vietnam”. Ovviamente non solo a sinistra si usa questa tecnica. Nella messa in latino, al momento più solenne, l’officiante dice “Sursum Corda” ma non credo che Beppe Grillo sia un cultore della messa all’antica, e forse nemmeno del latino. Per questo quando ho visto che i suoi proclami si concludono da un po’ con il motto “In alto i cuori” non ho pensato alla messa ma a qualcosa di politico che però non mi veniva in mente, c’era solo un vago ricordo di risse universitarie. Così ho controllato. E’ il titolo italiano dell’inno delle Camicie Brune. “In alto i cuori, in alto i gagliardetti/ serriamo i ranghi è l’ora di marciar” eccetera. Mi sono informato meglio e ho trovato conferma che l’inno era in voga in anni passati. Chi l’avrà suggerito al “dottor Gribbels”? In ogni caso ho capito perché dice che se non ci fosse stato il M5s ci sarebbe stata Alba dorata. Si vede che qualcuno aveva già avuto la stessa idea.

Data: 
Mercoledì, 23 October, 2013
Autore: 
Massimo Bordin
Fonte: 
IL FOGLIO
Stampa e regime: 
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