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<p>UN BAZOOKA SOTTO L&rsquo;ALBERO DI NATALE &ndash; ORMAI &Egrave;&nbsp;CHIARO A TUTTI CHE L&rsquo;UNICA RIPRESA CHE VEDREMO QUEST&rsquo;ANNO &Egrave;&nbsp;QUELLA DELLA PANDEMIA: E INFATTI CHRISTINE LAGARDE PREPARA L&rsquo;ARTIGLIERIA PESANTE, DA...

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 11:39
Antonio Pollio Salimbeni per “il Messaggero”   CHRISTINE LAGARDE «Non resteremo senza far nulla, useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione con la totale flessibilità per fronteggiare gli sviluppi sul fronte della pandemia». Non ha usato mezze parole la presidente della Bce, Christine Lagarde, dopo la riunione dei governatori a Francoforte, tanto per preparare mercati e gover...
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Whirlpool a Napoli: nuovi aiuti offerti dal governo per non chiudere, ma la multinazionale dice no

Corriere.it - Economia - Ven, 30/10/2020 - 11:33
Incontro del presidente del Consiglio Conte con i sindacati, insieme con i ministri Patuanelli (Mise) e Provenzano (Sud). Ma la chiusura da novembre resta confermata
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Walmart teme violenze a ridosso del voto: via fucili e proiettili dagli scaffali

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Ven, 30/10/2020 - 11:28
La decisione segue l’uccisione dell’afroamericano Wallace a Philadelphia e le proteste dei negazionisti del Covid - Vendite di armi a livelli record
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In aumento anche le disuguaglianze di longevità

Lavoce.info - Ven, 30/10/2020 - 11:23

Crescono le disparità socio-economiche relative alla speranza di vita. Ma anche la variabilità nelle età di morte non è uguale per tutti: scende di più per le classi più agiate e in particolare per gli uomini. Per il sistema previdenziale è una nuova sfida.

L’evoluzione della speranza di vita

Le disparità nella speranza di vita per stato socio-economico in Italia sono note da tempo. Secondo le stime Istat più recenti, in Italia gli uomini più istruiti hanno un vantaggio nella speranza di vita alla nascita di 3,5 anni rispetto agli uomini meno istruiti. Nel caso delle donne, il vantaggio si attesta a 1,5 anni. Limitata è, invece, l’evidenza sull’evoluzione nel tempo delle disparità. La lacuna assume notevole rilevanza alla luce dei vari studi internazionali che ne documentano un inasprimento in diversi paesi Ocse (si veda, ad esempio, il caso degli Stati Uniti o della Spagna). Come notato in letteratura, inoltre, le disparità nella speranza di vita non consentono di catturare interamente le disuguaglianze di longevità tra sottogruppi di popolazione. A tal fine, è necessario guardare non solo alla media della distribuzione dell’età di morte, sintetizzata dalla speranza di vita, ma anche alla dispersione della distribuzione. In altre parole, occorre quantificare non solo la longevità attesa, ma anche l’incertezza relativa alla durata della vita. Nel nostro paese, tale aspetto ha ricevuto, per ora, scarsa attenzione. In occasione del XIX Rapporto annuale dell’Inps, abbiamo raccolto nuove evidenze volte ad affrontare queste lacune.

Le figure 1 e 2, riprese dal Rapporto, riportano l’evoluzione della speranza di vita a 50 anni per quintile di reddito percepito e qualifica ricoperta tra i 45 e i 49 anni per gli individui nati tra il 1930 e il 1957, distinti tra uomini e donne. Le stime sono state ricavate a partire dall’archivio Inps dei dipendenti del settore privato.

Si conferma l’esistenza di un marcato gradiente nella speranza di vita a 50 anni tra gli uomini, ovvero di una marcata correlazione positiva tra longevità e stato socio-economico, sia per reddito che per qualifica. Tra le donne, invece, il gradiente tende a manifestarsi solo quando lo stato socio-economico viene misurato in termini di qualifica, benché l’incertezza delle stime non permetta di identificare disparità statisticamente significative. Il raffronto tra coorti evidenzia inoltre un inasprimento del gradiente di longevità lungo la distribuzione del reddito nel caso degli uomini. Per la coorte 1930-1939, gli appartenenti al quintile di reddito più ricco hanno un vantaggio medio in termini di speranza di vita a 50 anni rispetto agli appartenenti al quintile più povero di circa 3 anni. Per la coorte 1950-1957, il vantaggio si allunga a circa 4,5 anni. In termini di qualifica, il gap nella speranza di vita a 50 anni tra operai e dirigenti risulta invariato, mentre si allarga quello tra operai e impiegati, che passa da 2,2 per la coorte 1930-1939 a 2,9 anni per la coorte 1950-1957.

Figura 1 – Speranza di vita a 50 anni per quintile di reddito da lavoro dipendente, percepito tra i 45 e 49 anni.

Fonte: XIX Rapporto annuale Inps. Le bande rosse rappresentano gli intervalli di confidenza al 95 per cento. Stime a cura degli autori basate sull’archivio Inps dei lavoratori dipendenti del settore privato.

Figura 2 – Speranza di vita a 50 anni per qualifica prevalente tra i 45 e 49 anni

Fonte: XIX Rapporto annuale Inps. Le bande rosse rappresentano gli intervalli di confidenza al 95 per cento. Stime a cura degli autori.

Gli effetti sull’equità del sistema previdenziale

Le figure 3 e 4 riportano l’evoluzione della dispersione della durata della vita a 50 anni, per quintile di reddito e qualifica. La dispersione è misurata in termini di entropia della funzione di sopravvivenza, un indice compreso tra 0 (dispersione nulla) e 1 (dispersione massima). Per gli uomini emerge un chiaro gradiente socio-economico nella dispersione della durata della vita, che è andato inasprendosi per le coorti più recenti. Pertanto, gli uomini a basso reddito e a qualifica operaia non solo hanno una speranza di vita inferiore, ma sono esposti anche a maggiore incertezza circa l’effettiva durata della vita. Per le donne, il gradiente tende a manifestarsi, anche in questo caso, per qualifica ma non per reddito. Va però sottolineato che l’assenza di un chiaro gradiente di mortalità per le donne, riscontrabile nei dati Inps, presenta delle ambiguità interpretative. Da un lato, è in linea con i limitati differenziali di mortalità femminile riscontrati in quasi tutte le popolazioni europee. Dall’altro, è possibile che per le coorti femminili considerate, il reddito individuale non misuri l’effettivo stato socio-economico. In tal senso,

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<p><span style="color:#FF0000;">QUANDO UN PIATTO FA LA STORIA? </span>- UNA VOLTA MANGIATO, DI UN PIATTO NON RIMANE CHE IL RICORDO. DIVENTA STORIA QUANDO IL RICORDO SI STRATIFICA NELLA MEMORIA COLLETTIVA, ANCHE DI QUELLI CHE NON L&#39;HANNO MAI...

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 11:22
Quando un piatto fa la storia Pasquale Chessa per “il Messaggero”   Nella storia degli anni Ottanta, affluenti e progressivi, che si concludono con la caduta del Muro di Berlino, fra Gorbaciov e Reagan, Craxi e Berlinguer, Eco e Kundera, ci restituisce l' aria del tempo anche un cuoco, Gualtiero Marchesi, che nel 1985 ottenne la sua terza stella Michelin con un piatto stratosferico...
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Clima: in Europa uno scontro a colpi di target

Lavoce.info - Ven, 30/10/2020 - 11:20

L’Unione europea vuole ridurre a zero le proprie emissioni entro il 2050. Per arrivarci è necessario fissare un obiettivo al 2030. La Commissione indica il 55 per cento, il Parlamento risponde con il 60 per cento e il Consiglio rimanda la decisione.

La roadmap della Commissione

Il pacchetto 20-20 prevedeva che le emissioni di gas a effetto serra dell’Unione europea (prima dell’insorgere del Covid-19) diminuissero del 27 per cento entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990.

Il raggiungimento degli obiettivi per il 2020 è prossimo (figura 1), ma appare evidente che si tratta solo di uno stadio intermedio verso l’obiettivo più generale di emissioni nette pari a zero entro il 2050, in linea con gli impegni assunti dalla Ue nell’ambito dell’accordo di Parigi.

Questa strategia a lungo termine – spesso evocata dall’Ue – richiede che siano fissati obiettivi intermedi per il 2030 e il 2040, il primo dei quali è già stato concordato. Il 2030 Climate and Energy Framework nel periodo 2021-2030 indica infatti almeno il 40 per cento di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (dai livelli del 1990).

Nel dicembre 2019 la Commissione presieduta da Ursula von der Leyen ha presentato una roadmap per una transizione verso un’economia sostenibile dell’Ue, l’ormai noto European Green Deal. Il 4 marzo 2020 la Commissione europea ha adottato una proposta legislativa per una nuova legge europea sul clima, che istituisce un quadro per conseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Nel nuovo quadro programmatico, si proponeva di innalzare ad almeno il 50 per cento l’obiettivo dell’Ue di riduzione delle emissioni di GHG per il 2030, con la decisione definitiva da prendere nel settembre 2020.

Il nuovo obiettivo per il 2030

Nonostante il Covid-19, 17 settembre 2020 la Commissione ha fissato così un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni pari al 55 per cento entro il 2030 e, come ha ben spiegato Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 16 settembre, il nuovo target si basa su una valutazione globale degli impatti sociali, economici e ambientali che dimostra come si tratti di una linea di condotta realistica e perseguibile. La Commissione ha quindi invitato il Parlamento e il Consiglio a confermare l’obiettivo del 55 per cento come nuovo contributo determinato a livello nazionale (Ndc) dell’Ue ai sensi dell’accordo di Parigi e a sottoporlo all’Unfccc (United Nations Framework Convention on Climate Change) entro la fine di quest’anno.

La Commissione ha definito anche le linee d’intervento legislativo da presentare entro giugno 2021 per attuare il nuovo obiettivo. Prevedono la revisione e l’ampliamento del sistema di scambio di quote di emissioni (Ets), la modifica del regolamento sulla condivisione degli sforzi di riduzione (il cosiddetto Effort Sharing) e il quadro per le emissioni nell’uso del suolo, il rafforzamento dei target per efficienza energetica ed energie rinnovabili degli standard di CO2 per i veicoli stradali.

Nel Parlamento europeo, però, le cose non sono andate come previsto. Mercoledì 7 ottobre a Strasburgo durante la sessione plenaria, gli eurodeputati hanno infatti approvato (352 voti favorevoli, 326 contrari e 18 astenuti) una propria posizione ufficiale sulla Climate Law, nella quale si prevede di ridurre del 60 per cento le emissioni di CO2 al 2030. Il Parlamento ha dunque sorpassato gli obiettivi la Commissione, rendendoli più stringenti. Mentre il partito popolare europeo ha difeso l’obiettivo del 55 per cento ritenendo eccessivamente ambizioso e costoso quello del 60 per cento, il gruppo dei socialisti e democratici – come era ampiamente previsto – ha dato il proprio assenso a quello del 60 per cento (figura 2). Al suo fianco, nel sostenere questa posizione, sono scese le organizzazioni ambientaliste, come Wwf e Greenpeace, che ritengono sia fattibile un target addirittura del 65-70 per cento.

A conferma del tradizionale maggiore oltranzismo climatico del Parlamento europeo, è stata respinta anche la proposta della Commissione di fare affidamento anche sugli assorbimenti di carbonio – come le foreste e altri ecosistemi (i cosiddetti carbon sinks) – in vista del raggiungimento dell’obiettivo climatico 2030. Il Parlamento europeo ha inoltre votato contro un emendamento presentato dal Ppe che avrebbe incluso progetti di riduzione del carbonio nei paesi in via di sviluppo (i cosiddetti offsets) negli obiettivi climatici dell’Ue, affermando che l’obiettivo europeo per il 2030 dovrebbe fare affidamento solo sui tagli delle emissioni interne. Infine, i legislatori europei hanno votato a favore del principio per cui ogni stato membro deve raggiungere la neutralità c

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<p>SARRI TORNA, TUTTO E&rsquo; PERDONATO! LA LEZIONE DEL BARCELLONA ALLA JUVE HA MESSO A NUDO I LIMITI E IL RITARDO DELLA SQUADRA DI PIRLO. <strong><span style="color:#FF0000;">I CATALANI SONO ENTRATI 40 VOLTE NELL&rsquo;AREA BIANCONERA, </span>UN...

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 11:19
    Paolo Tomaselli per corriere.it   pirlo La lezione del Barcellona nel 2-0 alla Juve ha messo a nudo il ritardo dei bianconeri e anche l’ambizione del progetto di Andrea Pirlo, quella di giocarsela allo stesso modo, con la mentalità offensiva, il possesso del pallone, la voglia di proporre calcio fino a dentro l’area avversaria: i catalani sono entrati 40 volte nell’are...
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Il lockdown? Meglio se mirato e localizzato*

Lavoce.info - Ven, 30/10/2020 - 11:18

Misure restrittive temporanee e adottate per singoli comuni o sistemi locali del lavoro possono aiutare a ridurre la diffusione del coronavirus senza penalizzare troppo l’attività economica. Lo mostra uno studio sulle zone rosse istituite il 9 marzo 2020.

Come affrontare la seconda ondata della pandemia

Con l’inizio dell’autunno, è arrivata in Italia e in tutti gli altri paesi europei la seconda ondata del nuovo coronavirus, responsabile della malattia Covid-19. Durante la prima ondata, in primavera, il nostro è stato uno dei primi paesi a introdurre misure drastiche per ridurre la mobilità in modo da prevenire la diffusione dell’epidemia, e su lavoce.info se ne è discusso in diversi contributi (qui, qui, qui e qui).

Ora, dopo il rapido aumento dei casi di positività e di ospedalizzazioni, si è ricominciato a discutere se e quali misure restrittive applicare in modo mirato per prevenire il più possibile la trasmissione del virus, cercando allo stesso tempo di ridurre gli effetti negativi sull’economia e sulle libertà individuali.

Al contrario di quanto avvenuto a marzo, quando il sistema sanitario era meno preparato (soprattutto in relazione alla strategia delle 3T, cioè testare, tracciare e trattare) e quindi era più alto il rischio che non riuscisse a trattare in modo adeguato tutti gli individui ospedalizzati, ora la discussione si è spostata dalla necessità o meno di introdurre un lockdown generalizzato all’utilità o meno di lockdown più mirati, sia geograficamente sia a livello di specifiche industrie.

Qui discutiamo dell’efficacia di lockdown locali nel limitare la mobilità personale e quindi la trasmissione del virus. Proviamo anche ad analizzare quali caratteristiche del mercato del lavoro possono rendere le limitazioni più utili nel diminuire la trasmissione del virus, se non è possibile ricorrere a soluzioni alternative.

L’effetto delle zone rosse

Per capire l’efficacia dei lockdown locali, partiamo da un nostro recente lavoro empirico, nel quale esploriamo, per la prima volta, l’impatto dell’adozione e della rimozione di misure restrittive sui cambiamenti nella mobilità individuale in Italia. In particolare, analizziamo l’effetto del decreto che il 9 marzo 2020 ha imposto a 26 province (su 111) nel Centro-Nord gravi limitazioni alla mobilità individuale e alle interazioni sociali. Un effetto durato un solo giorno, dato che già quello successivo il governo ha introdotto nuove misure restrittive su tutto il territorio nazionale, senza distinzioni a livello locale. Quelle restrizioni sono poi rimaste in vigore fino al 3 giugno, quando le limitazioni ai movimenti attraverso le regioni sono state definitivamente rimosse.

Sfruttando la differenza di mobilità tra comuni in lockdown e altri comuni limitrofi non soggetti alle stesse misure, ma all’interno dello stesso sistema locale del lavoro, nel nostro studio dimostriamo che le misure introdotte il 9 marzo sono state efficaci: hanno abbassato la mobilità individuale di circa 7 punti percentuali in un solo giorno, in aggiunta alla riduzione di mobilità ascrivibile a fattori legati alle caratteristiche della popolazione locale e alla diffusione delle malattia. L’effetto che stimiamo per il nostro paese è in linea con quanto trovato anche da un altro studio recente sugli Stati Uniti. Grazie a queste misure, secondo le nostre stime, la diminuzione della mobilità nelle cosiddette zone rosse è stata superiore del 50 per cento rispetto alle altre.

La figura 1 mostra la variazione di mobilità media da febbraio a giugno rispetto alla media del periodo 13 gennaio-16 febbraio secondo i dati City Analytics – Mappa di Mobilità elaborati da Enel X srl e Here Technologies.

Figura 1 – Variazione dei movimenti rispetto al periodo 13 gennaio-16 febbraio.

La nostra analisi mostra, inoltre, che le caratteristiche locali hanno giocato un ruolo importante dopo la revoca dei divieti. L’aumento di mobilità, infatti, è stato più forte nelle aree o sistemi locali del lavoro in cui la forza lavoro, date le caratteristiche e la composizione delle attività produttive, appare relativamente meno esposta al rischio di contagio e dove ha meno possibilità di fare telelavoro. La figura 2 mostra le variazioni dei movimenti per il 30 marzo e il 3 giugno (rispetto al periodo 13 gennaio-16 febbraio) a livello di sistemi locali del lavoro.

Figura 2 – Variazioni dei movimenti rispetto al periodo 13 gennaio-16 febbraio a livello di sistema locale del lavoro.

a) 30 marzo

b) 3 giugno

Da questi risultati possiamo dedurre che i lockdown locali possono causare una diminuzione consistente della mobilità e possono essere quindi utili a diminuire la diffusione del nuovo coronavirus. In più, le restrizioni locali posson

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<p><strong>IN LOMBARDIA SIAMO TORNATI COME A MARZO: &#39;&#39;SIAMO ABBANDONATI DALL&#39;ATS DI MILANO. MIO PADRE &Egrave; STATO 6 GIORNI A CASA CON LA POLMONITE SENZA CHE NESSUNO INTERVENISSE. ANCHE MIA MADRE &Egrave; MALATA&#39;&#39; - IL RACCONTO A...

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 11:18
  Selvaggia Lucarelli per www.tpi.it   “Mio padre è stato 6 giorni a casa con la polmonite da Covid, siamo stati abbandonati dall’Ats”. G. parla con una rabbia lucida, nonostante gli ultimi 10 giorni abbia vissuto momenti di paura per la salute di entrambi i genitori quasi settantenni. I suoi, infatti, hanno preso il Covid-19 a Milano, mentre lui, figlio unico, si trovava a Roma per la...
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Coronavurus, perché ci stiamo avvicinando allo scenario 4 e cosa significa

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Ven, 30/10/2020 - 11:10
L'indice che misura la diffusione del virus ha superato la soglia di 1,5. Questo vuol dire che in una settimana il numero dei contagi può duplicare. Avvicinarsi a 2, come avviene già in alcune regioni, tra cui la Lombardia, equivale al fatto che l'epidemia è fuori controllo: sovraccarico degli ospedali, impossibilità di tracciare i nuovi casi, categorie fragili a rischio
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<p>APPLE SI FA IL SUO MOTORE DI RICERCA? LA SOCIET&Agrave; DELLA &quot;MELA&quot; STA PENSANDO A UN&rsquo;ALTERNATIVA A GOOGLE, MA SOLO PERCH&Eacute; L&rsquo;ANTITRUST AMERICANA HA MESSO NEL MIRINO LA PAX MILIARDARIA CHE CONSENTE DI USARE IL MOTORE DI...

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 11:09
    Lucia Massaro per www.tomshw.it   google sui dispositivi apple Apple presto dire addio a Google come motore di ricerca predefinito per iPhone e iPad. A riferirlo è ancora una volta il Financial Times secondo cui il colosso di Cupertino sarebbe al lavoro per sviluppare un sistema di ricerca proprietario da utilizzare sui suoi dispositivi mobili. Una mossa che sarebbe stata ...
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La Mercedes compra il 20% di Aston Martin. Bonomi dice addio

Il Sole 24 Ore.com Economia e Lavoro - Ven, 30/10/2020 - 11:00
La casa tedesca Daimler diventa il secondo azionista di Aston Martin, dietro al magnate canadese Lawrence Stroll, patron della scuderia Racing Point: affare da 286 milioni di sterline
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<p>FINALMENTE &Egrave; FINITA &#39;STA LAGNA SUI SOCIAL! &ndash; FEDERICA PELLEGRINI HA ANNUNCIATO SU INSTAGRAM DI ESSERE RISULTATA NEGATIVA AL TAMPONE - &ldquo;CIAO MARIA, IO ESCO. QUESTA VOLTA PER DAVVERO. NEGATIVA!&rdquo; SCRIVE, CITANDO LA CELEBRE...

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 10:59
        Visualizza questo post su Instagram                   Ciao Maria io esco!!!! E questa volta per davvero!!!???NEGATIVAAAAA????????????????? Un post condiviso da Federica Pellegrini (@kikkafede88) in data: 29 Ott 2020 alle ore 6:29 PDT   Da "Ansa"   FEDERICA PELLEGRINI "Ciao Maria ...
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Europa, con welfare ed energia in comune risparmi a 180 miliardi

Corriere.it - Economia - Ven, 30/10/2020 - 10:57
Uno studio commissionato dal Parlamento europeoe realizzato dal Cifrel, il Centro di ricerca interuniversitario sulla finanza locale e regionale, pubblicato in questi giorni: gli sprechi tra il 9% e il 52% delle spese nazionali
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Elezioni, Trump spera nel rimbalzo del Pil americano

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Ven, 30/10/2020 - 10:53
In ritardo nei sondaggi il presidente rivendica la crescita del 7,4% nel terzo trimestre ma Biden lo incalza: la disoccupazione è ancora a doppia cifra
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<p><strong>CI MANCAVA SOLO LA SECESSIONE DA COVID.&nbsp; LO SCHIAFFO DI BOLZANO: &ldquo;NOI CI MUOVIAMO IN LINEA CON GERMANIA E AUSTRIA&rdquo; &ndash; MA COME FUNZIONA? DALL&rsquo;ITALIA PRENDONO TUTTI I PRIVILEGI DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE E POI...

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GIUSEPPE MARINO per il Giornale   bolzano Ci mancava solo la secessione da Covid. Più si ripetono appelli a non strumentalizzare politicamente il virus, più spuntano politici che ne approfittano per mandare messaggi al proprio elettorato. È il caso di Arno Kompatscher, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, il cui annuncio suona così: «A seguito dell'andamento epidemiolo...
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Italgas, nei primi 9 mesi ricavi in salita del 6,7% a 978 milioni

Corriere.it - Economia - Ven, 30/10/2020 - 10:44
Il Consiglio di Amministrazione di Italgas, ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi e del terzo trimestre 2020. Il ceo Gallo: «Il fulcro del nostro Piano continua a essere la trasformazione digitale»
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<p>&ldquo;SE IL LOCKDOWN S&#39;HA DA FARE, VOGLIO ESSERE COINVOLTO&rdquo; - BEPPE SALA PUNTA I PIEDI CERCANDO DI ALLONTANARE OGNI IPOTESI DI CHIUSURA DI MILANO: &ldquo;DA PADRE DI QUESTA COMUNIT&Agrave; VOGLIO ESSERE COINVOLTO, VOGLIO VEDERE I DATI....

Dagospia - Ven, 30/10/2020 - 10:39
BEPPE SALA SALA, SE LOCKDOWN VOGLIO ESSERE PARTECIPE DECISIONE  (ANSA) - Se il lockdown "s'ha da fare io, sindaco del Comune di Milano, da padre di questa comunità voglio essere coinvolto, voglio vedere i dati e voglio essere partecipe della decisione". Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un video sulle sue pagine social. "Non voglio vedere l'ipotesi sui giornali, fa...
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Chi è Girondi, dalla multinazionale tascabile dei filtri a Banco Bpm

Corriere.it - Economia - Ven, 30/10/2020 - 10:26
La sua Ufi Filters oggi ha 18 stabilimenti nel mondo e sfiora i 500 milioni di fatturato. La svolta quando accompagnò un emissario del governo cinese da Agnelli. L’Avvocato non fece nessun accordo. Luì sì. E aprì il suo primo stabilimento in Cina
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Il Pil del terzo trimestre rimbalza al +16,1% (-4,7% sull’anno)

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Ven, 30/10/2020 - 10:22
La ripresa è diffusa a tutti i comparti economici e dal lato della domanda è trainata sia dalla componente nazionale (al lordo delle scorte), sia dalla componente estera. La variazione acquisita del Pil italiano per il 2020 è pari a -8,2%
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