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<p>TIRA PI&Ugrave; UN PIL DI FEDRIGA - IL FRIULI RISCHIA IL CRAC: &#39;&#39;SE CONTINUA COS&Igrave; DOVR&Ograve; CONSEGNARE LE CHIAVI DELLA REGIONE. SONO A RISCHIO I SERVIZI ESSENZIALI: SANIT&Agrave;, TRASPORTI, COMUNI&#39;&#39;. IL FRIULI VENEZIA...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 13:20
  fedriga Francesco Specchia per ''Libero Quotidiano''   Massimiliano Fedriga, presidente leghista della Regione Friuli possiede, politicamente, l'arte del sussurro. Perciò stupiscono, ora, la sua rabbia e il suo scatto di lombi contro il governo che gli sta creando una voragine del bilancio; e spiazza la sua dichiarazione, «se continua così dovrò consegnare le chiavi della Regio...
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Cottarelli: bene le misure su Pos e contanti, ma non basta per contrastare l’evasione fiscale

Corriere.it - Economia - Mer, 01/07/2020 - 13:19
Il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani:«Senza un cambio culturale ci vorrà ancora tempo per il passaggio definitivo al denaro digitale». E sui condoni: «Inutili». Per il rilancio dell’economia «lo Stato deve investire sulle piccole opere»
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Sace, la garanzia a Prysmian per i cavi elettrici sottomarini green della Gran Bretagna

Corriere.it - Economia - Mer, 01/07/2020 - 13:17
L’agenzia di sostegno all’export italiana, Sace-Simest, coprirà il 90% del finanziamento di Bnp Padibas e Hsbc per la produzione del più lungo cavo elettrico sottomarino al mondo, tra Gran Bretagna e Danimarca, il «Viking Link». Il cavo sarà prodotto a Napoli
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La giustizia ripopola i tribunali ma salva anche le udienze online

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Mer, 01/07/2020 - 13:13
Da mercoledì 1° luglio la giustizia esce con un mese di anticipo dalla fase 2 dell’emergenza. Ma non torna ai ritmi e alle procedure pre-Covid: dovrebbero cessare i rinvii massicci delle udienze, ma la riapertura dei tribunali sarà graduale e non scompariranno le modalità “digitali”
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C’è tempo per l’opzione Mes

Lavoce.info - Mer, 01/07/2020 - 13:11

L’accordo raggiunto sul Meccanismo europeo di stabilità prevede che l’accesso ai prestiti possa essere richiesto entro il 31 dicembre 2022. L’incertezza è ancora alta e quindi può rivelarsi conveniente rinviare la richiesta a un momento successivo.

Il Mes e l’Italia

Più di un mese fa si è conclusa la lunga trattativa tra i leader europei sul MES (Meccanismo europeo di stabilità). L’accordo raggiunto prevede come unico requisito di accesso alla linea di credito che i fondi vengano utilizzati per coprire i costi diretti e indiretti dell’assistenza sanitaria e i costi relativi alla cura e alla prevenzione legati alla crisi del Covid-19. L’importo massimo del prestito è pari al 2 per cento del Pil (per l’Italia circa 37 miliardi di euro), il tasso di interesse è pressoché nullo (lo 0,1 per cento) e la durata media del prestito pari a 10 anni.

L’alternativa equivalente al Mes è l’emissione di titoli a 10 anni sui quali lo stato italiano paga negli ultimi tempi un tasso leggermente inferiore all’1,5 per cento. Dunque, il prestito dal Mes consentirebbe oggi un risparmio complessivo di circa 5 miliardi di euro. Sulla base di questa considerazione molti sostengono che la scelta governo italiano di non accedere, almeno per il momento, al Mes sia irrazionale dal punto di vista economico. Ma è proprio così?

A mio parere, no. L’analisi dovrebbe infatti tenere in considerazione che tra le condizioni del Mes è previsto che la richiesta di accesso ai prestiti possa essere inoltrata entro il 31 dicembre 2022. Di conseguenza, la decisione del governo non riguarda solo il “se” accedere al Mes, ma anche il “quando”.

L’opzione Mes

Potremmo quindi riformulare il problema nei seguenti termini. Il Mes garantisce allo stato italiano il diritto di vendergli, entro il 31 dicembre 2022, titoli decennali per 37 miliardi al prezzo già fissato di 36,6 miliardi (tasso dello 0,1 per cento). In alternativa, il governo può vendere 37 miliardi di titoli agli investitori al prezzo di mercato che, in questo periodo, è pari a circa 31,9 miliardi (tasso dell’1,5 per cento). Potremmo dire che lo stato italiano dispone oggi di una opzione put americana (che chiameremo “opzione Mes”) che gli dà il diritto (non l’obbligo) di vendere al Mes entro il 31/12/2022 un titolo (detto sottostante) di 37 miliardi di euro a un prezzo di esercizio (strike price) di 36,6. Perché può essere conveniente non esercitare oggi l’opzione, vendendo al Mes un titolo che vale sul mercato 31,9 miliardi a un prezzo di 36,6 guadagnandone così 4,7?

La risposta va ricercata nel fatto che l’incertezza sulla dinamica futura dei tassi di interesse a cui lo stato italiano sarà in grado di indebitarsi sul mercato fa sì che il valore dell’opzione Mes sia maggiore dei 4,7 miliardi che lo stato guadagnerebbe oggi esercitando l’opzione.

Per chiarire meglio il concetto, ipotizziamo tre possibili scenari da qui al 31 dicembre 2022.

Nel primo scenario supponiamo che i tassi di interesse a cui lo stato si indebita rimangano pressoché invariati. Potremmo esercitare l’opzione Mes richiedendo il prestito poco prima della scadenza: realizzeremmo così quel guadagno di 4,7 miliardi con due anni di ritardo e la perdita per le casse dello stato sarebbe irrilevante.

Nel secondo scenario supponiamo che si verifichi un peggioramento nelle condizioni di accesso ai mercati finanziari del nostro paese. A puro titolo di esempio, che cosa accadrebbe se per qualche ragione lo spread, oggi intorno ai 200 punti base, aumentasse sensibilmente ritornando ai livelli del 2011-2012 (a circa 500)? A quel punto, esercitare l’opzione Mes consentirebbe di risparmiare un ulteriore 3 per cento circa: 37 miliardi di titoli a 10 anni verrebbero prezzati non più a 31,9, ma a 23,8 (tasso del 4,5 per cento), cioè circa 8 miliardi in meno. Invece di risparmiare 4,7 miliardi finiremmo per risparmiarne 12,6, quasi il triplo. Inoltre, in una situazione simile avremmo probabilmente bisogno di aiuti più consistenti dall’Europa (che sarebbero soggetti a condizioni) e le risorse del Mes potrebbero fornire al governo un po’ di tempo in più per raggiungere un accordo con gli altri leader europei. La richiesta del prestito al Mes oggi ci toglierebbe questo vantaggio, oltre all’etichettarci per il futuro come quelli che hanno già beneficiato della “solidarietà” dell’Europa.

Nel terzo scenario, infine, immaginiamo che i tassi di interesse convergano a quello 0,1 per cento applicato dal Mes. In questo caso non avremmo più alcuna convenienza a esercitare l’opzione Mes e potremo dire di aver rinunciato a 4,7 miliardi di euro. Ci sarebbe da dispiacersi? Non direi, dato che con un debito pubblico into

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<p><strong>VERONICA, IL PASSATO TI TRAPASSA - &ldquo;LIBERO&rdquo; RICORDA COME LA GENTILI, ORA CONDUTTRICE A RETE4 E REMISSIVA QUANDO HA AVUTO BERLUSCONI IN COLLEGAMENTO, IN PASSATO ESULT&Ograve; PER LA CONDANNA AL CAV NEL PROCESSO MEDIASET: &ldquo...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 13:10
Azzurra Barbuta per www.liberoquotidiano.it   veronica gentili a piazzapulita Oggi, grazie ad una intercettazione, sappiamo che Silvio Berlusconi anni fa fu condannato ingiustamente dai giudici a quattro anni di galera. E ricordo che ha scontato la pena facendo i servizi sociali. In quella occasione i giornali di sinistra, ma soprattutto Il Fatto Quotidiano esultarono: il mostro fin...
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Alitalia riprende i voli da Brindisi collegamenti con Milano e Roma

Corriere.it - Economia - Mer, 01/07/2020 - 13:02
Partenze per la Lombardia due volte al giorno, per la capitale una volta. I prezzi dei biglietti a partire da 40 euro
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<p><strong>&Egrave; MORTO GEORG RATZINGER, IL FRATELLO DI BENEDETTO XVI - AVEVA 96 ANNI ED ERA MALATO DA TEMPO. L&rsquo;EX PONTEFICE GLI AVEVA FATTO VISITA DUE SETTIMANE FA, ARRIVANDO IN GERMANIA IL 18 GIUGNO, PER DIRGLI ADDIO&hellip;</strong></p>

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 13:01
georg e joseph ratzinger ratisbona (ANSA) - Georg Ratzinger, il fratello di papa Benedetto XVI, è morto. Ne danno notizia alcuni media tedeschi fra cui la Bild. Secondo le informazioni della Bild, Georg Ratzinger è morto stamani alle 11.10 a Ratisbona. Aveva 96 anni ed era malato da tempo. Papa Benedetto gli aveva fatto visita due settimane fa, arrivando in Germania il 18 giugno, per darg...
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<p><strong>NEL MAGICO MONDO DI AZZOLINA - LE 10 DOMANDE DI &#39;&#39;LEGGO&#39;&#39; ALLA MINISTRA: COME FAR&Agrave; IN DUE MESI A RISPETTARE ANCHE SOLO UNA DELLE PROMESSE, VISTO CHE MANCANO I DOCENTI, LE SCUOLE NON SONO ATTREZZATE E I BIDELLI...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 13:00
Abbiamo creato un software, si chiama Metro. https://t.co/JQk95uxoL6 — Luciano Capone (@lucianocapone) June 30, 2020     Davide Desario per www.leggo.it   azzolina Tra due mesi le scuole riapriranno i portoni per iniziare i corsi di recupero per quegli studenti che in questo anno difficile e senza precedenti non hanno ottenuto la sufficienza o vogliono perfezionare l...
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<p><strong>WEINSTEIN STANGATO ANCHE SUI SOLDI - LE VITTIME DELL&rsquo;EX PRODUTTORE AVRANNO A DISPOSIZIONE UN FONDO DI RISARCIMENTO PER UN TOTALE DI CIRCA 19 MILIONI DI DOLLARI - I SOLDI SARANNO DISTRIBUITI NON SOLO TRA LE DONNE CHE HANNO SUBITO ABUSI...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 12:53
Da www.ilmessaggero.it   harvey weinstein Le vittime dell'ex produttore cinematografico Harvey Weinstein, già condannato a 23 anni di prigione per aggressione sessuale, avranno a disposizione un fondo di risarcimento per un totale di circa 19 milioni di dollari. Lo hanno concordato i legali dell'ex boss di Miramax con la Procura di New York, secondo quanto riporta la Cnn. harve...
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<p>DAJE DE CEMENTO - SUPERBONUS AL 110% PER LE RISTRUTTURAZIONI ECOLOGICHE: DA OGGI &Egrave; IN VIGORE (MA NON ANCORA DEFINITIVO) IL DECRETO CHE PERMETTE DI DETRARRE PI&Ugrave; DI QUANTO SI SPENDE. ECCO I LIMITI DI SPESA, COME CEDERE IL CREDITO ALLE...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 12:51
1. SUPERBONUS, NUOVI TETTI DI SPESA I PALETTI PER CEDERE IL CREDITO Marco Mobili per ''Il Sole 24 Ore''     È in vigore da oggi il superbonus del 110% per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici e, per una strana coincidenza, proprio oggi la commissione Bilancio della Camera mette al voto le prime correzioni alla maxi agevolazione.   ecobonus ristrutturazi...
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Aerei, voli raddoppiati dall’inizio di giugno. Ma il traffico è inferiore del 72% al 2019

Il Sole 24 Ore.com Prima Pagina - Mer, 01/07/2020 - 12:46
A fine giugno in Italia in media ci sono stati oltre mille voli al giorno, rispetto ai 500 dell’inizio del mese. Pochi i passeggeri, solo il 10% dei posti occupati
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<p>IL DIVANO DEI GIUSTI - NIENTE DA FARE, IN ESTATE PER SVEGLIARSI CI VOGLIONO I FILM SCORREGGIONI. E STASERA ABBIAMO UNA BELLA PARATA. UNO TRA I PI&Ugrave; TREMENDI &Egrave;&nbsp;&ldquo;OPERAZIONE VACANZE&rdquo;, CINECOCOMERO VANZINIANO CON CAST DI...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 12:42
        paz de la huerta nuda the limits of control   Marco Giusti per Dagospia   Che vediamo oggi? Paz de la Huerta nuda con gli occhiali era una bomba (“Ti piace il mio culo?”), ma il film di Jim Jarmusch che ho visto ieri sera, “The Limits of Control”, era bello ma di una noia abissale. Niente da fare, In estate per svegliarsi ci vogliono i film scorreggioni. I...
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<p>SE SI VOTASSE OGGI SUL MES, IL GOVERNO CADREBBE SENZA BERLUSCONI - CONTE &Egrave; AVVISATO: AI 5STELLE NON PIACE PER NIENTE L&#39;IPOTESI DI INCIUCIO CON SILVIO PER AVERE L&#39;OK AL PIANO SALVA STATI IN CAMBIO DI UN OCCHIO DI RIGUARDO PER LE TV DEL...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 12:33
  Marco Antonellis per ''Italia Oggi''   BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA A Palazzo Chigi non sono proprio andati giù i «dieci punti» di Nicola Zingaretti sul Mes (il Meccanismo europeo di stabilità) lanciati dalle pagine del Corriere della sera. Non perché Conte non sia d' accordo sui contenuti, piuttosto perché non si aspettava tutta questa enfasi da parte d...
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Pagamenti della Pa: il ritardo mette a rischio le imprese*

Lavoce.info - Mer, 01/07/2020 - 12:31

La puntualità dei pagamenti fa sì che le imprese dispongano di un flusso di cassa sano e della liquidità necessaria per le loro operazioni commerciali. Per questo è fondamentale che la Pa saldi i suoi debiti nei termini stabiliti.

I ritardi della pubblica amministrazione

Il ritardo con cui la pubblica amministrazione effettua i pagamenti è un fenomeno diffuso in Europa. È particolarmente marcato in Italia, dove rappresenta una quota considerevole di passività per le società non finanziarie e può avere ripercussioni gravi per l’intera economia, soprattutto nel caso delle piccole e medie imprese. L’abuso di ritardo nei pagamenti infatti espone i fornitori a ingenti rischi di liquidità, compromettendo così non solo la capacità di investimento, ma anche la crescita dell’occupazione e, in ultima analisi, la stessa sopravvivenza dell’impresa creditrice. Tutto ciò si è acuito dopo la crisi finanziaria del 2008, sino a divenire insostenibile durante la successiva crisi del debito sovrano nel 2012, quando migliaia di imprese sono fallite proprio a causa dei ritardi nei pagamenti da parte della Pa.

Gli effetti della direttiva europea del 2011

Per garantire pagamenti certi e uniformare la normativa in Europa, la Commissione europea ha adottato nel 2011 la “direttiva contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali” (2011/7/UE). Le principali novità rispetto al passato introdotte dalla direttiva si possono sintetizzare in tre punti: i) armonizzazione dei termini di pagamento delle amministrazioni pubbliche che devono regolare i propri acquisti di beni e servizi entro 30 giorni (entro 60 giorni in circostanze eccezionali); ii) libertà contrattuale nelle transazioni commerciali tra imprese (con limite massimo previsto di 60 giorni); iii) calcolo di interessi di mora e risarcimento forfettario delle spese di recupero a beneficio delle imprese che esigono un pagamento di un credito.

A quasi dieci anni dalla sua entrata in vigore, vale la pena chiedersi se la norma ha prodotto effetti.

Per rispondere alla domanda ricorriamo ai risultati emersi da un recente studio, in cui abbiamo analizzato l’impatto dell’entrata in vigore della direttiva su indicatori chiave per settore industriale: il tasso di uscita delle imprese dal mercato, il livello occupazionale e il tasso di investimenti. L’analisi si concentra sui rapporti commerciali tra la Pa e le imprese e utilizza dati su 38 settori industriali in 24 stati membri dell’Unione europea, nel periodo 2008-2015. Per identificare l’effetto della direttiva, considerato che influenza (potenzialmente) tutti i settori economici, ci siamo concentrati sul grado di “intensità” delle transazioni commerciali tra i settori industriali e la pubblica amministrazione, misurate in un anno precedente l’approvazione della direttiva. Abbiamo ipotizzato che i settori le cui vendite di beni e servizi verso la Pa rappresentano una componente ragguardevole del loro fatturato sono quelli che potenzialmente traggono maggiore beneficio dall’applicazione della direttiva. Lo studio esamina principalmente se differenze tra i settori in termini di tasso di uscita delle imprese dal mercato, osservate nel periodo precedente e successivo all’attuazione della direttiva, siano conseguenza di quest’ultima.

I risultati suggeriscono che a seguito dell’entrata in vigore della direttiva comunitaria, il tasso di uscita dal mercato è significativamente inferiore per i settori più connessi alla Pa rispetto a quello osservato per i settori che lo sono meno (figura 1). Per fare un esempio, la riduzione del tasso di uscita dal mercato è pari a 0,7 punti percentuali considerando una variazione nel livello di transazioni corrispondente al passaggio dal settore “commercio all’ingrosso”, le cui vendite verso la Pa rappresentano lo 0,86 per cento del totale, al settore “magazzinaggio e attività di supporto per il trasporto”, le cui transazioni con la Pa equivalgono al 9,5 per cento del totale. L’effetto non è per nulla trascurabile se si considera che in media il tasso di uscita dal mercato è pari all’8 per cento. I risultati suggeriscono poi che l’impatto della direttiva è stato maggiore laddove la Pa era solita effettuare i pagamenti con eccessivo ritardo prima dell’attuazione della direttiva (come ad esempio in Italia, Grecia e Spagna) e nei settori composti prevalentemente da piccole e medie imprese. Infine, lo studio individua un effetto positivo sull’occupazione e sul tasso di investimenti, sebbene quest’ultimo risulti essere debolmente significativo.

L’importanza della puntualità

La puntualità dei pagamenti fa sì che le i

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<p>DIVERSA DA CHI? &ndash; IL SOGNO DIVENTATO REALT&Agrave; DI ELLIE GOLDSTEIN, 18ENNE CON LA SINDROME DI DOWN, CHE HA POSATO PER GUCCI BEAUTY - UN DEBUTTO NELLA MODA DOPO AVER&nbsp; LAVORATO NEL MONDO DELLA PUBBLICIT&Agrave;: &ldquo;SONO ORGOGLIOSA...

Dagospia - Mer, 01/07/2020 - 12:24
Da "d.repubblica.it"   ellie goldstein 8 Ellie ama leggere, recitare,  ballare, ha una personalità sicura ed estroversa. Ha 18 anni, gli occhi verdi e i capelli castani. Ellie ha la sindrome di Down". Così Zebeedee, l'agenzia inglese che dal 2017 rappresenta talenti solitamente esclusi dai media, presenta la modella Ellie Goldstein.   ellie goldstein 9 Il suo nome ricorr...
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Mes, Conte e Merkel nessun gelo: tanti messaggi e qualche emoticon

Corriere.it - Politica - Mer, 01/07/2020 - 12:22
I due leader si scambiano documenti e dialogano. Il premier italiano: «Angela siamo fiduciosi sul tuo potere negoziale, hai tutto il nostro appoggio». In ballo il pacchetto di interventi della Next Generation che verrà discusso nel prossimo vertice europeo
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Chi vuole il bene del Sud

Corriere.it - Politica - Mer, 01/07/2020 - 12:21
La partita sul Mes
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Chi vuole il bene del Sud

Corriere.it - Economia - Mer, 01/07/2020 - 12:21
La partita sul Mes
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Svp decisiva al Senato: «Sì a Conte, ma fateci legiferare sull’abbattimento di orsi e lupi»

Corriere.it - Politica - Mer, 01/07/2020 - 12:20
Gli autonomisti altoatesini diventano l’ago della bilancia: la lista delle richiesta al premier. Durnwalder contro l’esecutivo, ma Unterberger media: «Se accettano le nostre richieste...»
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